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Archivio Riflessioni

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•	 •	Pensiero del 28-05-2020. Ci avete ma pensato? Spesso si passa tanto tempo davanti ad un PC per scrivere, sfogarsi, accanirsi contro altri, spremendosi le meningi, cercando discorsi persuasivi, consensi e quant'altro... La verità è una sola: è come parlare ad un monitor. Sì, un pc non può mai difendersi e non può mai rispondere.. Lo puoi comandare e illuderti magari che quanto si scrive, eventualmente, sia approvato e/o approvabile da chi stia leggendo. Ma non è così. La gente cerca e legge cose utili e importanti per la propria vita; va alla ricerca di cose che fanno stare bene, che allietano l'animo attraverso cose simpatiche o anche di grande valore. Se gli sproloqui poi si presentano simile a sorbi acerbi e, inoltre, di lunghezza chilometrica, quanto pensate che la gente favorisca ingerire tali letture? Pensiamoci un po', prima di scrivere qualunque cosa! •	Pensiero del 18-05-2020. Tutti siamo d’accordo che, soprattutto oggi, l’annuncio e la predicazione devono essere proposti secondo la radicalità evangelica. Parlare con franchezza. Ma anche l’annunciatore e il predicatore devono manifestare la radicalità evangelica con la loro vita. Le loro parole devono essere il riflesso di ciò che si crede e si vive... e viceversa. Ma il problema ulteriore sapete qual è? Quando, unanimemente, si approva il principio della radicalità evangelica e poi non lo si accetta, anzi quasi infastidisce chi desidera incarnare tale radicalità. Mi sembra una sorta di schizofrenia spirituale. •	Pensiero del 14-04-2020. Rifletti bene. Quando non hai mai avuto niente, cosa ti può mancare oggi, nel tempo del coronavirus? O semmai, cosa ti può togliere una società, dal momento che non ha nulla da poterti togliere, giacché continuerai a non avere le cose necessarie? Ti continuerà a mancare quello che ti è sempre mancato, e tutto quello che non hai avuto e non hai per vivere. Mentre, quando per grazia di Dio hai avuto tutto e anche troppo, e sei abituato ad avere sempre tutto, allora, in questo tempo del coronavirus, ti mancheranno solo quelle cose delle quali eri abituato, ma non certo il necessario. Forse dovremmo lamentarci di meno ed essere più generosi verso i bisognosi. •	Pensiero del 01-04-2020 - "La storia dice sempre la verità". Ho capito che nella vita si combatte, sempre, ad armi pari, seppur con armi diverse. Ad armi pari perché in fondo ognuno decide di agire secondo coscienza e secondo il tipo di armi che vuole usare. Ad armi diverse perché le armi posso essere le virtù o i vizi, armi volte al bene o al male. C’è, perciò, chi combatte con le armi della mitezza, dell’umiltà, della carità, di chi vuole rispondere, sempre, al male con il bene. C’è chi combatte con le armi della superbia, della prevaricazione, della saccenteria, del so tutto io e gli altri non sanno niente. Ognuno liberamente, nella vita, sceglie e agisce secondo il suo cuore. Bisogna però, alla fine, fare i conti con la storia. Sì, perché chi sceglie la via della superbia, la storia presenterà il suo conto, ed è sempre un conto salato, quello del fallimento in tutto. Fateci caso: la storia dice sempre la verità. •	Pensiero del 19-02-2020 - Non di rado gli anziani fanno tante domande...ripetono le stesse cose...vogliono continuamente sapere...dimenticano e chiedono di nuovo... Nell'attimo in cui ti verrebbe la voglia di gridare, rifletti un attimo: Sono persone sole, indifese e l'unico modo per continuare a guardare e partecipare alla vita è attraverso i tuoi occhi, le tue parole, le cose che vivi! Sono spesso queste cose che li sollevano un po' dalla loro solitudine e sofferenza. Ama gli anziani e il Signore ti benedice!  •	Pensiero del 13-02-2020 - Parole...parole...parole... C’era una nota canzone, tempo fa, che diceva così: “Fiumi di parole...” Le parole vane non cambiano la storia, semmai esacerbano i sentimenti di chi le pronuncia. Si è come felini feroci feriti che aggrediscono, azzannando chiunque. Chiunque è dalla verità dovrebbe stare tranquillo, tanto la storia, come si è sempre attestato, parlerà da sé. Parole...parole...parole. •	Pensiero del 13-02-2020 - “Cari genitori e cari figli”. Cari genitori, non pretendete dai vostri figli la perfezione assoluta, quella che voi non siete, ancora oggi, riusciti a raggiungere, dopo anni, anni e anni di cammino. Non dimenticatevi della vostra gioventù e dei tanti sbagli fatti, nonostante i richiami dei vostri cari. Tuttavia non stancatevi mai di pregare Dio per loro e non arrendetevi mai nell’additare loro il bene, con le parole e con il vostro esempio. Cari figli, non giustificate i vostri errori, appigliandovi all’eccessiva insistenza dei vostri genitori. Cercate di cogliere, con intelligenza, il perché lo fanno e accogliete il contenuto di quanto essi tentano di impartirvi. Non trascurate mai la loro esperienza e l’affetto che vi dimostrano, nonostante quelle forme di rimprovero, che a voi possono sembrare asmatiche, ma in realtà esprimono solo un amore sconfinato nei vostri confronti. •	Pensiero del 09-02-2020 - “Idealizzare si, ma con intelligenza”. Come diceva il Servo di Dio Carlo Acutis: “Si nasce da originali ma, spesso, si muore da fotocopie”. Un ideale, o degli ideali nella vita fanno sempre bene. Essi danno l’empito giusto per evitare quei “capolinea” della vita che generano una sorta di necrosi a livello spirituale, culturale, esistenziale. Bisogna fare distinzione tra l’ideale che viene insegnato e la persona che lo insegna. L’ideale è una verità universale, valida sempre e per tutti. La persona che la insegna ha una sua vocazione, una sua missione, dei ritmi, una cultura, una singolarità, tutti elementi assolutamente personali e irripetibili. Quando si idealizzano le persone, seppur in nome degli ideali che si vogliono realizzare, si rischia purtroppo l’omologazione. Ovvero la perfetta conformazione al modo di pensare, di vivere, di agire, di parlare, di vestire, insomma si assume il tutto della persona presa a modello. Qui nasce la mortificazione della propria esistenza, della propria vocazione, della propria originalità e specificità. Non si vive più la propria vita bensì una riproduzione commediante della vita di un’altra persona. Che vita triste se dovesse accadere... •	Penserio del 04-02-2020 - “C’è una gran differenza tra parlare di qualcosa e comunicare qualcosa”. Nel parlare puoi dire un mondo di cose. Comunicare significa che c’è un mondo di cose buone dietro le parole. •	Penserio del 01-02-2020 - “ACCORGERSI”. Ci sono scenari e volti dei quali facciamo abitudine e perdiamo il senso dello stupore. Quando ti soffermi attentamente ti accorgi del dono che hai davanti. Perché ogni cosa e ogni persona sono un dono singolare di Dio e niente e nessuno va ignorato o disprezzato. •	Penserio del 28-01-2020 - “LA VERA GENEROSITÀ”. Le persone generose si riconoscono da una sola caratteristica: sanno offrire e usare saggiamente il loro tempo per se stessi, per il Signore e per gli altri. Il resto è solo retorica. •	Penserio del 27-01-2020 - “Ai giovani...” Se dovessi dare un consiglio a tanti giovani, che avvertono una particolare chiamata di Dio, direi:            - non soffocare mai la voce del Signore che ti chiama... perché essa griderà in te per tutta la vita; - non esitare troppo per rispondere a Dio...lui conosce meglio di te, te stesso e le potenzialità che ti ha dato. - sentiti un privilegiato di Dio...ti sta affidando una missione che per ora non puoi capire a pieno. - fidati di lui...con il suo aiuto supererai le tue presunte paure. - confidati con un sacerdote che sa dirti sempre la verità...Dio lo illuminerà per parlarti al tuo cuore. - prega molto e chiedi a Dio la forza per deciderti...avrai occhi per vederci chiaro. - innamorati più che mai della Madre di Gesù...e lei ti farà innamorare pazzamente di suo Figlio. - Non tardare a rispondere con generosità il tuo fiat...Gesù vede in te già la salvezza di migliaia e migliaia di anime che strapperai delle grinfie del demonio. - c’è un mistero divino in ogni chiamata che Gesù affida a ciascuno...come vorrei che la comprendessi anche tu. •	Penserio del 27-01-2020 - Il problema di molti giovani non è affatto la mancanza di fede in Dio. Il loro dramma è che vorrebbero stare con i piedi in tante scarpe. Il rischio di togliere e mettere continuamente nuove scarpe è quello, alla fine, di rimanere scalzi. La questione, dunque, è che di piedi ne hanno solo due e le uniche scarpe, quelle sicure, sono, per così dire, Gesù Cristo e la Chiesa. Una volta indossate queste, possono camminare ovunque •	Penserio del 18-01-2020 - Se dovessimo ringraziare Dio per le gioie che ci dà, non rimarrebbe tempo per lamentarci di nulla. •	Penserio del 17-01-2020 - HA SENSO? Quanta gente ha soldi, ed è infelice. Ha tante case riscaldate, ma ha freddo lo stesso. È circondata dalle persone, ma prova i capogiri dell’abbandono. Ha la salute, ma è corrosa dalla noia. Ha la giovinezza, ma è morsa da una prepotente bramosia di morte. Ha tutto per vivere, ma fa di tutto per morire. •	Penserio del 17-01-2020 - LA SUPERBIA = “MAL DI SE’“. C’è chi fa del bene tutta una vita, nel silenzio, nel nascondimento e, col tempo, riesce a cambiare se stesso, gli altri e il mondo. Penso a persone come Santa Teresa di Calcutta, San Giovanni Bosco e tanti uomini e donne della storia. C’è poi chi, invece, pur muovendo solo un dito, ha bisogno di atti di benemerenza, di acclamazioni, di attestazioni di stima. Queste ultime sono persone che soffrono del “mal di sé”, una malattia incurabile che corrode l’anima e suscita un’insaziabile fame di attenzioni, per le quali si è obbligati a compiere, continuamente, gesti eclatanti, al fine di destare stupore. •	Penserio del 08-01-2020 - “A quanti ogni giorno combattono per una ragione importante”. Il coraggio lo si riconosce solo in chi, nei momenti di battaglia, non ha paura di combattere, ma impiega tutte le sue forze, il suo tempo a sostenere chi ha bisogno d’aiuto, rimanendo presente nei momenti più difficili. È facile gloriarsi quando la guerra sarà finita. È facile gridare vittoria quando il campo sarà sgombero dai nemici. È facile riconoscersi vittoriosi per aver solo guardato i combattenti in battaglia. La vita è fatta di coraggio. Non c’è tempo per fermarsi neppure un momento... non c’è gloria in chi lascia i soldati da soli.

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