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Riflessioni del Parroco

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HOME PARROCCHIA CENNI STORICI GIOVANI MULTIMEDIA DOWNLOAD CONTATTI (Don Alessandro Carioti) Non c’è momento più esaltante e gioioso della vita, se non quando sei sicuro di aver capito la tua vocazione. Essa è quella luce che Dio irradia a un certo momento della tua vita perché tu comprenda che quella strada rappresenta la via della tua felicità, la strada della tua santità. Tra le molteplici forme di vocazioni, in questo caso, mi riferisco a chi ha già deciso ma soprattutto a chi sta avvertendo nel suo cuore la chiamata di Dio al sacerdozio. Quanti dubbi, quante domande, quanti timori… Ci sono le cosiddette fasi di discernimento prima di decidere definitivamente. La prima fase è sicuramente quella di una particolare visita di Dio nella tua anima. Essa si manifesta come un’idea insistente, un tempo in cui percepisci una voce nella coscienza che, tra i tanti programmi della tua vita, tale voce riesce a farsi sentire come un invito, un improvviso scambio di binario, per una nuova direzione che non avevi calcolato, non avevi mai tenuto in considerazione. Dio irrompe nella tua vita così, servendosi di un’esperienza, di una persona, di alcune parole, di un discorso, di un evento, insomma attraverso modi che lui solo conosce. Normalmente, in questa fase, cerchi di tenere sotto controllo questa voce, per cui pensi che nessuno, persino Dio, riesca a percepire cosa stai provando; nessuno vede nulla, sebbene la grazia sta già lavorando dentro di te, senza che tu te ne accorga. Ricorda: il solo pensiero è già un segnale di Dio. In questa fase, sono due le cose: o assecondi questo pensiero, affidando a Dio la tua vita, oppure lo combatti continuamente fino a pensare di sopprimerlo del tutto. La verità però è che quando Dio semina qualcosa non può essere soppresso… al massimo lo puoi accantonare… evitare… rifiutare… Perché l’amore di Dio verso di noi è questa massima libertà che lui ci dona anche di potergli dire di no. Lui non ci obbliga di amarlo, ma sa attendere perché ci decidiamo e scegliamo di amarlo. Una seconda fase avviene quando decidi di approfondire questo pensiero. Ti apri, così, ad un confronto. Ascolti qualche amico, qualche amica… Dio però ha già scelto quelle persone giuste che lui solo sa come avvicinarle a te. E tu ti senti attratto verso queste persone, soprattutto da qualche sacerdote verso il quale senti di aprire il tuo cuore e raccontargli cosa sta succedendo nella tua vita, come ti stai rapportando con quella voce interiore che non ti lascia più vivere in pace. Questa seconda fase è molto importante, perché ti rendi conto che non trovi opposizione tra quella voce interiore e le parole del sacerdote. Dio si sta servendo del suo ministro… le sue parole diventano il modo attraverso cui Dio ti comunica la sua volontà, il suo progetto d’amore. È un secondo segnale che Dio, ancora una volta, ti manifesta e verso il quale sarai sempre libero ad accogliere la sua volontà o rifiutarla. Perché l’amore di Dio è tale che lui lascia te libero anche di farlo aspettare. E lui sa aspettare… sai? La terza fase è quando, dopo i vari confronti con il sacerdote, dalle tue continue preghiere e nell’attesa della maturazione della tua scelta, tutto questo rappresenta come l’acqua della grazia che irrora ciò che Dio, in questo tempo, ha fortificato dentro di te. Ora non ci sono dubbi. La voce che prima si confondeva con le altre, ha preso il sopravvento su tutte le altre, anzi su tutto: sui progetti che avevi ipotizzato, sulle strade nelle quali volevi investire le tue energie, persino sulla tua stessa vita. Ora non ti resta che dimostrare a Dio che la tua vita gli appartiene veramente solo quando lasci che sia lui a mettere mano al timone della tua esistenza e consentirgli di operare le meraviglie che, dall’eternità, ha in serbo per te. Il tuo sì, ora, fermo, deciso, con l’aiuto della grazia di Dio, ti farà affrontare qualunque ostacolo, ti farà superare ogni timore, ti aiuterà a diventare un santo sacerdote, la cosa che più conta in questo pellegrinaggio terreno. Dio sarà con te, se tu sarai sempre con lui. “La vocazione al sacerdozio”

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