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[2018 - 2017]

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La parte migliore Per me è sempre una gioia poter parlare a tutti, dai più giovani ai più anziani, della gioia indescrivibile che sperimento ogni giorno, poiché gioia è il termine esatto da utilizzare quando si comincia a parlare di vocazione. Papa Francesco, riferendosi ad alcuni seminaristi, un giorno ha detto che il primo segno della vocazione è la gioia dell’incontro con Gesù Cristo. Uno dei motivi per il quale molti non avvertono un desiderio forte ed istantaneo di risposta affermativa ad una domanda di vita e di amore è caratterizzato dal fatto che non comprendiamo più cosa voglia dire incontrare Gesù. Cristo non si presenta nelle piazze con lampi, tuoni e regali da offrire. Cristo si presenta nei vicoletti con una mano tesa che chiede aiuto. Aiuto a costruire qualcosa. Lui vuole che lo aiutiamo a costruire il suo regno di pace e di giustizia. Non è un re come tanti, ricchi e avidi, condottieri militari. Lui è un re che ama e dona libertà. Si presenta nell’Eucaristia, dono gratuito; si presenta nella sua Parola, che è il manuale di istruzione, il regolamento della partita della nostra vita. Per vincere una partita bisogna sempre seguire le regole. Però c’è differenza tra restare in panchina oppure segnare tanti goal ed essere capitani. Certo chi sta in panchina fa il tifo, chi segna porta avanti la squadra. Ma il capitano è il regista, gestisce la situazione ed è lui ad alzare la coppa della vittoria! Voglio farti riflettere su una questione molto importante che tutti danno per scontato. Gesù, chiamandoci – perché ognuno ha la propria vocazione – non ci pone in una dicotomia ferrea secondo la quale possiamo fare e non possiamo fare una determinata cosa. Cristo non dice: questo sì e questo no. Cristo ci dice: Sei libero perché ti ho creato per amore così. Sappi, però, che non per il fatto che io possa fare tutto vuol dire che questo “tutto” ne valga la pena. Sappi riconoscere e scegliere la parte migliore. Prega, non solo come supplica, ma come dialogo. Parla con Gesù, di tutto. E affidati ad un padre spirituale che possa accompagnarti nel tuo cammino. Ricorda: Tutto puoi, tutto ti è lecito ma non tutto vale. Il nostro "si" non include, tuttavia, un cambiamento istantaneo nella nostra vita. Questa scelta non significa che istantaneamente diventeremo persone nuove, persone migliori. Ci vorrà un cammino fatto di errori, di fallimenti, prima che impariamo quella “qualità” nuova di vivere, perché soltanto quando avremo posizionato il timone nella rotta giusta il nostro viaggio si riempirà di senso. Bisogna che ci ricordiamo che Gesù è disposto a passare del tempo con noi. Non dobbiamo avere paura di quanto ci vorrà. Non siamo soli. di Giuseppe Carioti Il cristiano, un uomo che sa andare in “profondità” di Don Felice Raffaele “Diritto”, parola cara.  Questione che attrae da sempre e tutti indistintamente.  Chi non ha mai pensato, meditato, difeso o preteso tutto ciò che ha avvertito come proprio diritto? Nel corso del mio cammino ho avuto modo di rifletterci spesso, da diverse prospettive: il mio caratteristico percorso di studi mi ha consegnato la chiave di lettura di una società sempre attenta in tal senso; l'ottica di cristiana, l'esperienza di catechista e di operatrice pastorale nella parrocchia mi inducono a chiedermi: «Ma in tutto questo, che posto occupa Dio?».  Esiste, forse, “Diritto” più importante per l'uomo?  Ogni essere umano ha in sé l'impronta del Suo Creatore, essendo stato fatto a Sua immagine e somiglianza. Può un essere umano decidere quando, come e se consentire a un altro essere umano di vivere il suo Diritto per eccellenza? «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito» (Gv 3, 16-17).  Quanto ne sono consapevole e come intendo vivere tale Dono responsabilmente per me e per gli altri a seconda del ruolo che io occupo nella società? La S. Messa Domenicale, i sacramenti, il catechismo, gli incontri di catechesi e di formazione sulla Parola di Dio: momenti di grazia che Dio ha pensato per ciascuno di noi. Non sciupiamoli. La famiglia, ne sono più che convinta, ha un ruolo insostituibile e può fare moltissimo. Testimoniando, accompagnando, incoraggiando.  E piantare così un preziosissimo seme nel cuore di ogni bambino. I genitori sono i primi catechisti. Ogni momento dedicato al Signore viene moltiplicato e benedetto. Famiglie, comunità parrocchiali, collaboriamo insieme alla costruzione del Regno di Dio!  È nostro dovere, perché Egli, il Signore, è il Diritto di tutti... il Diritto di ogni essere umano! A volte penso ai cristiani simili a persone che sono sulla spiaggia del mare, stanno un po’ sotto il sole, magari in compagnia di un loro amico, si avvicinano all’acqua per toccarla e poi, tornando alla loro postazione, attestano: “Sai, è proprio bella l’acqua oggi!”. Oppure simili a un ragazzo che prende in mano un libro, ne osserva la copertina per qualche istante… lo ripone e poi pensa di conoscerlo a fondo quel libro. Questi esempi possano farci riflettere molto sulla fede. Molti cristiani restano in superficie per ciò che concerne la loro esperienza con Cristo. Molto raramente oggi si va in profondità della fede.  Il motivo? Forse perché andare in profondità richiede sacrificio, impegno, costanza; e questo comporta preghiera, rinuncia, conversione. Eppure ci si sente a posto, talvolta anche troppo perfetti.  Magari ci lamentiamo del fatto che, dopo aver parlato di Gesù agli altri, questi non l’hanno accolto. Ma chiediamoci con sincerità: “Noi, Gesù, l’abbiamo accolto interamente?”. Questo tempo di Quaresima è un tempo favorevole per decidere se andare in fondo alla fede o rimanere in uno stadio superficiale. Per andare “in fondo”, occorre essere umili, non sentirci mai arrivati e “troppo sazi di Dio”.  Piuttosto, bisogna costantemente imparare alla scuola di Gesù, perché l’obbedienza alla sua parola ci mette nelle condizioni di riflettere, meditare, crescere nella conoscenza della verità e ci fa essere testimoni credibili del vangelo. Quaresima, allora, è andare in fondo ai nostri propositi di bene. È dare la giusta direzione alla nostra vita, per acquisire una pace ed una speranza interiore mai percepite in precedenza. Persino le parole che rivolgeremo ai nostri fratelli avranno un esito positivo, perché le parole dette, non solamente con le labbra, ma con la forza dello Spirito, diventano parole credibili, attraenti agli occhi del mondo. Andate in fondo nei vostri santi propositi e… buona quaresima a tutti! Il diritto di ogni essere umano di Rosj Maria Veraldi