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La Pasqua: passaggio dal quanto al come di Don Felice Raffaele Il cap. 12 del Vangelo secondo Marco termina con un brano molto particolare: esso racconta dell’offerta di una povera vedova. Il messaggio che ci dona questo brano evangelico ci illumina per vivere questo tempo di Pasqua evitando di cadere nell’esteriorità, nei formalismi, ed avere una fede più autentica, più robusta nel Signore Risorto, nostro Salvatore. Ecco cosa avviene in questa pericope: la folla getta delle monete nel tesoro del tempio. I ricchi ne gettano molte, mentre una povera vedova non getta che due monete. Gesù, che osserva con attenzione, dice ai suoi discepoli che è la vedova ad aver messo nel tesoro più di tutti gli altri, in quanto ha messo tutto quanto, tutto quello che aveva per vivere. Tutti gli altri vi hanno gettato neanche il loro superfluo, ma una parte di esso (cfr Mc 12,41-44). Questo brano del Vangelo ci aiuta a capire che non conta quanto diamo al Signore, ma come lo diamo, ossia se ci mettiamo il cuore, la mente, l’anima, tutto noi stessi.  Questo significa per noi cristiani dare al Signore tutto quanto, tutto quello che abbiamo per vivere: significa metterci tutto noi stessi in quello che facciamo per Lui. Non è un fatto di quantità! Dio non ragiona in termini di quantità. Non pensa così perché c’è chi storicamente gli può dare solo il 3 e non gli può dare il 10. Ognuno dona a Lui quanto storicamente gli può dare. L’importante è dare bene al Signore quello che gli si può dare: metterci il cuore, metterci tutto se stessi. Questo brano del Vangelo ci fa pensare ad un altro fatto narrato nelle Scritture, che si colloca agli inizi della storia dell’umanità: il Signore ha gradito l’offerta di Abele, ma non quella di Caino (cfr Gen 4,1-5). Ciò che ha fatto la differenza è che Abele non ha pensato solo a cosa offrire al Signore: Abele ci ha messo il cuore nel fare la sua offerta. Pasqua significa per noi fare questo passaggio: dal quanto offriamo al Signore, al come glielo offriamo. Pasqua significa per noi non ragionare più in termini di quantità per ciò che riguarda il nostro rapporto con il Signore, ma pensare in termini di qualità.