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Archivio Omelie

[2018 - 2017]
Omelia della Domenica 16 dicembre 2018 III Domenica di Avvento / C       Dal vangelo secondo Luca (Lc 3,10-18)            n quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a            chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. Parola del Signore   Breve riflessione (don Alessandro Carioti)  Chi va da Giovanni il Battista non riceve parole straordinarie, come si potrebbe pensare, se non il richiamo all’impegno di vivere secondo le regole della giustizia. Alle folle: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto»; ai pubblicani: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato»; ai soldati: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe». Può sembrare strano questo, ma l’invito alla conversione è, prima di tutto, osservare le regole della giustizia, rispondere alle nostre responsabilità quotidiane, vivendo di attenzione, di misericordia e di cura verso gli altri. Tante volte vorremo fare chissà quali cose per piacere a Dio. Giovanni invece ci dice che se vogliamo fare cose buone dinanzi a Dio, bisogna fare bene ogni cosa. Questo lo deve affermare ogni cristiano agli altri cristiani. Lo deve affermare con la propria vita, in modo esemplare, per cui gli altri si accorgono che la fede non è qualcosa di sganciata dalla vita, ma immette nella vita, amore, ordine, responsabilità, per le cose di ogni giorno. Persino Giovanni, a cui vanno folle numerose per chiedergli se fosse lui il Cristo, osserva la regola della giustizia: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali». La giustizia di Giovanni sta proprio nel conoscere il suo ruolo, il suo limite di azione e di missione. Ma lui conosce anche Colui che dovrà venire come Messia, colui che verrà per conferire un battesimo ben diverso dal suo, non di semplice acqua, ma di Spirito Santo e fuoco.  Lo Spirito trasformerà l’uomo in modo radicale, cancellando il peccato e rendendolo in un figlio di Dio.  Il fuoco è un segno di distruzione del male, ma anche segno dell’amore, dello zelo, di una fede ardente che rende l’uomo capace di vivere la stessa missione di Cristo. L’avvento è l’opportunità a riscoprire l’osservanza della giustizia. Vivendo questa, il Signore può chiederci tanto altro.

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