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Archivio Omelie

[2019 - 2018 - 2017]
Omelia  24 marzo 2019 III Domenica di Quaresima / C      Dal vangelo secondo Luca (Lc 13,1-9)            n quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro             sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte?          No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”. Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai”. Parola del Signore.   Breve riflessione (don Alessandro Carioti)   Il discorso che Gesù ci rivolge oggi ci fa comprendere che il tempo della vita di un uomo non è possibile quantificarlo, controllarlo, determinarlo. Questo perché il “quando e il quanto” della vita di un uomo, dipende sempre da Dio: sia quando egli nasce e sia quando Dio decide di chiamarlo a sé. Poi ci sono anche degli eventi in cui è la storia o l’uomo stesso a determinare la sua fine, benché questa fine non era ancora stabilita. Lo attestano le parole che quegli uomini, che vanno da Gesù: Pilato uccise alcuni Galilei e quella torre che cadde su altre persone. Tutte queste persone non erano destinati a morire. Quella morte è determinata in modo improvviso, inaspettato.  Gesù allora prende spunto da questa esperienza della morte inattesa per insegnarci che il tempo dell’uomo su questa terra, proprio perché non si può sapere quanto essa può durare, deve essere valorizzata, vissuta bene, facendo sì che sia la conversione la ragione del suo vivere. Conversione significa “cambiamento di mente”. La quaresima è questo impegno che noi abbiamo per cambiare ogni giorno tutti quei pensieri che non ci consentono di vivere secondo la parola del vangelo. Ogni giorno su questa terra è un dono, una grande opportunità che noi abbiamo per leggere e capire il valore della nostra vita alla luce della volontà del Signore. La parabola che segue, ci fa cogliere la pazienza di Dio nei nostri confronti: Dio sa attendere che coltiviamo la nostra fede e ci doni tempo per maturare i frutti di bene.

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